Il direttore di una banca vedendo arrivare in ritardo un suo impiegato lo convoca nel suo ufficio e gli chiede: “Signor Filippi, come mai arriva a quest'ora?” “Perchè ieri mi ha detto che il giornale me lo devo leggere a casa, signor direttore!”
In banca un tizio lercio e straccione dice alla signorina dello sportello: "Voglio aprire un cazzo di conto corrente in questa fogna di banca!" La cassiera: "Prego? Credo di non aver capito." "Ehi stronza, non mi rompere le palle. Voglio aprire un conto in questo istituto del cazzo!" La signorina, turbata ma gentile, risponde: "Attenda prego, le chiamo il direttore." Arrivato il direttore, si rivolge all'uomo: "Prego, mi dica.. può parlare con me." "Che palle.. Voglio depositare 2 milioni in questo schifo di banca!" Il direttore indicando la signorina: "Beh, ha problemi con 'sta prostituta? Ne abbiamo altre.."
L'altro giorno ho visto due dipendenti comunali che lavoravano.. Uno toglieva la terra da una buca e l'altro la rimetteva dentro. "Ma vi pagano per fare questo lavoro assurdo?" "Non è colpa nostra! Di solito siamo in tre, ma oggi manca quello che mette gli alberelli nella buca."
Al chiosco dei gelati: "Che gusti ha del gelato?" "Cioccolato e fragola", risponde il gelataio con voce rauca. "Ha la laringite?" "No, solo cioccolato e fragola."
In ufficio, ultimamente, un impiegato ha una tosse tremenda. Il collega, allo stesso tempo infastidito e preoccupato, gli chiede: "Ancora questa tosse.. ma sei stato da un medico a farti visitare? Fatti dare qualcosa, non puoi continuare così!" Il giorno dopo il collega, non sentendo più tossire l'amico, chiede: "Sei andato dal dottore?" "Sì - risponde quello - mi ha dato una super purga!" "Una purga? Come una purga..? E non tossisci più?" chiede stupito il collega. "E chi ce l'ha il coraggio?"
Un giorno una signora entra in un bar e chiede: "Vorrei un caffé, non troppo caldo, non troppo freddo, ma al punto giusto." Il cameriere glielo serve. Il secondo giorno la cosa si ripete e la storia continua così per una settimana. L'ottavo giorno la signora chiede ancora al cameriere: "Vorrei un caffé, non troppo caldo, non troppo freddo, ma al punto giusto." E il cameriere, stufo: "Cara signora, mi avete rotto, non troppo in alto, non troppo in basso, ma al punto giusto!"